i Maestri Anna e Gino Pigozzo
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La parola liscio è un'espressione con cui in Italia, e soprattutto in Emilia-Romagna, si indicano tre balli tradizionali che hanno conosciuto grande popolarità nell'Ottocento: la mazurca, il valzer viennese e la polca.

In realtà, il liscio, che è il re incontrastato delle balere, è nato a Parigi, all'inizio del secolo. Indicava i passi più semplici del tango, in opposizione alle figure più complicate.

Solo successivamente si incominciò a parlare di liscio solo per valzer, mazurca e polca.
Questi balli sono caratterizzati da tempi ben marcati e sostenuti da sonorità musicali dove hanno ruolo preminente il clarinetto e la fisarmonica.

Da un punto di vista pratico, non esiste però un solo liscio. C'è infatti il "liscio unificato", che è stato codificato dall'Assocaizione nazionale maestri di ballo e lo si balla allo stesso modo dal Piemonte alla Sicilia. Ma l'unione dell'Italia che danza non ha impedito che in molte regioni sopravvivessero i lisci tradizionali.

MAZURCA

È nata nella Polonia settentrionale, dove si ballava già a partire dal Cinquecento. Sull'origine del nome gli studiosi non sono concordi. C'è chi dice che mazurca derivi dal villaggio di mazurk, situato nei pressi di Varsavia. Per altri, invece, alla base c'è il termine "mazur", con cui erano indicati i contadini delle campagne polacche. Infine, alcune fonti fanno discendere il nome di questo ballo dalla regione polacca dove è nato, la Mezovia.

Qualunque sia l'origine della parola, sta di fatto che la mazurca conquistò tutta l'Europa a partire dal Settecento. Dalla Polonia fu prima introdotta in Russia e in Ungheria e poi approdò in Germania. Nel secolo successivo, arrivò in Francia e in Inghilterra, dove ottenne il massimo della sua popolarità. Nell'Ottocento, infatti, la mazurca era il ballo più in voga, nelle sale europee, insieme con il valzer e con la polca.

A questa ampia diffusione contribuirono sia i polacchi emigrati, sia alcuni compositori i fama.

VALZER VIENNESE

In tutto il mondo, è il ballo per eccellenza. Tanto che nel parlare comune, valzer è sinonimo di ballo e viceversa. Una fama conquistata sul campo, grazie ai suoi volteggi trascinanti e vitali. Ma il valzer era ed è anche una danza di rilevanza sociale ed estremamente romantica. Vediamo perché.

È stato il primo ballo di parità sessuale, nel senso che nella sua esecuzione dama e cavaliere si alternano alla conduzione e questo non permette il prelevare di uno dei due.

Poi, il continuo ruotare a destra e sinistra fa sì che la coppia balli sia come parte di una coreografia generale, sia come un'unità a sè stante. In altre parole, la coppia che gira è inserita nel contesto in cui si muove, come lo sono due sposi o due innamorati di fronte alla vita sociale; ma allo stesso tempo, pur in una sala affollata, uomo e donna sono differenti dagli altri, perchè sono due persone il cui legame si basa su affinità che sono uniche e irripetibili.

POLCA

Anche se il nome può trarre in inganno, la polca non proviene dalla Polonia, ma dalla Bomia orientale, che adesso è la Repubblica Ceca. Si tratta di una danza a volteggi, che si balla su un tempo di 2/4, con accentuazione del primo battito di ogni misura.

Come il valzer, alterna giri a destra e a sinistra e nell'esecuzione è caratterizzata dal tipico mezzo passo in avanti, simile a un saltello. E proprio da questo movimento sembra che si abbia origine da "pulka", che significa "metà".

E se questa è la derivazione linguistica della parola polca, la sua origine come ballo ha più il sapore della leggenda.

Lo storico boemo Alfred Waldau, in un trattato sulla danza del suo paese, pubblicato nel 1859, afferma che la polca fu inventata nel 1830, da una contadina di Labetin, villaggio lungo il fiume Elba, nella boemia orientale.
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il Maestro Stefano Pigozzo
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